mercoledì 10 ottobre 2007

IL DOLORE DI NESSUNO



Author:M.Controllo date:26/09/2007

Che male fa pensare parole che tanto ormai non ha più senso dire,
Bruciano nell’anima senza poter essere spente,
Sentirsi vuoti eppure così pieni di dolore,
Rincorrere la felicità certi che questa arrivi,
Che sia in quella e quell’altra direzione per poi comprendere
Che non esiste direzione alcuna ,
Che male non poter trovare lingua,rimedio,soluzione,
Che possa sciogliere questi nodi che soffocano
Il petto , che gonfiano gli occhi ma che incatenano i loro umori.
Vorrei che questi giorni fossero lontani,
Vorrei che questo sentire non mi appartenesse,
Vorrei sapere di essere fuori o dentro ,
E non sentirmi così dannatamente e sofferentemente nel mezzo
Incapace di smuovere la situazione verso il dentro,
Non tanto incosciente da suicidarmi emotivamente propendendo verso il fuori…
Dannatamente nel mezzo di una tempesta
Che lacera le mie vele ed i miei giorni,
Che mi dilania il cuore tra felicità e atroce sofferenza,
Tra il bene per me stesso e quello che ancora mi lega al mio dolore.
Quanto vorrei che il mio cuore smettesse di sentire,
Che la mia mente smettesse di pensare ,
Che la mia anima smettesse di amare..
Se questo è il prezzo di sempre che ogni volta corrispondo
E che ogni volta viene tradito,ingannato,ferito
Sono stanco,
Stanco di star male ,
stanco di così tanta umanità
Che non è premio ma solo castigo
Stanco di amare così malatamente
Spezzando la propria anima in due
Come travolto da ondate di burrasca.
Dov’è quel porto sicuro che cercavo
E che mi era stato promesso ,
Dov’è la mia Itaca dove
una innamorata Penelope attende il mio ritorno
Dove sono quelle lacrime che aspettano da anni di essere da me asciugate,
Dove quelle labbra che nel buio tremano attendendo le mie,
Dov’è quell’anima che in me potrà trovare pace ed io in lei.
Sono stanco e vorrei spegnere i miei dolori ed i miei giorni,
Quella pelle in cui perdersi è solo utopia,
Quelle braccia a cui tornare rimarranno perennemente vuote,
Quelle mani da cui essere accudito non sono mai esistite,
Quella voce da cui essere cullato mai fu sospirata.
Sono stanco e voglio solo dormire,
Solo dormire per non pensare,
Per non sentire il mio sentire dormire,
Per non vivere questa non vita,
Per morire in questa morte che vita non è.
Dov’è la mia Itaca , la mia Penelope, i miei sogni infranti.
Mi sento Nessuno e Nessuno mi sente ,
Vorrei solo riposare le mie fatiche accanto al tuo Amore
Ma credo che è un altare a cui io non posso sacrificare più nulla,
Per amore ho bruciato la mia anima,consumato il mio cuore,
Gonfiato i miei occhi e legato le mie mani,
Nessuno avrebbe sacrificato tanto e
Tanto non avrebbe sacrificato Nessuno

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